In epoca romana e pre romana la maggior parte della popolazione di Masserano viveva nella zona pianeggiante del paese dove era facile coltivare, attingere acqua dal Torrente Ostola e dove si trovava l'incrocio della via per Vercelli con quella che univa Biella e Gattinara, fatto questo che facilitava ai commerci.
A seguito delle invasioni barbariche la gente si spostò sulle colline dove era più facile difendersi. L'attività economica si incentrò sulla coltivazione della vite e quindi sulla produzione del vino che veniva scambiato con i prodotti agricoli della pianura. Il commercio si arricchì poi di molti altri generi con l'istituzione nel 1340, del mercato settimanale che permise a Masserano di diventare la capitale economica del Biellese Orientale.
La sua ricchezza attirò l'attenzione della famiglia Fieschi che fece vivere a Masserano una storia davvero singolare: dopo aver ottenuto l'indipendenza del paese sia dalla Chiesa (1394) sia dal Comune di Vercelli (1421) i Fieschi riuscirono a farne un vero e proprio piccolo stato con le sue leggi, il suo esercito e la sua moneta.
Masserano divenne Contea, poi Marchesato e infine Principato. I "regnanti", che nel 1517 si imparentarono con la famiglia Ferrero, furono impegnati da una parte in continue liti con la popolazione e dall'altra in difficili equilibrismi diplomatici per evitare di essere invasi dai ben più potenti Stati confinanti.
I Ferrero Fieschi realizzarono edifici di notevole pregio artistico che ancora oggi è possibile ammirare. Mantennero il potere politico fino al 1798 quando Masserano passò definitivamente ai Savoia.