
Sabato 6 maggio, presso il Palazzo dei principi è stata ricordata la figura e lopera dellillustre uomo politico e giurista biellese Giovanni Battista Cassinis.
Levento commemorativo si è aperto con lannullo filatelico, poi nella sala consiliare si è tenuto il convegno storico che ha ricordato limmensa opera svolta nella vita dello statista.
In una sala gremita di persone vi erano i discenti del grande statista, S.E. il Prefetto, lOn. Roberto Lavagnini, Francesco Alberti La Marmora, numerosi sindaci e presidenti di Comunità Montane, il Comandante della Compagnia di Cossato dei C.C., Tenente Valentino Iacoacci. Il Sindaco di Masserano, Dott. Stefano Zanone, aprendo i lavori ha richiamato gli alti valori morali e civili che hanno animato lopera di Cassinis.
Come relatori al convegno sono intervenuti il Dott. Lodovico Sella, Presidente della Fondazione Sella e presidente del neonato centro studi per il risorgimento, nel suo intervento ha posto laccento sulle fonti orali della storia e sulle memorie masseranesi, ricordando aneddoti di vita; il Prof. Avv. Paolo Scaparone, docente di Diritto Amministrativo e Pubblico presso lUniversità degli Studi di Torino, che è intervenuto sul tema: «Il Cittadino e lAmministrazione nella recente riforma del procedimento amministrativo, leggi n. 15 e n. 80 del 2005» ha collegato gli istituti giuridici introdotti da Giovanni Battista Cassinis con le riforme del procedimento amministrativo; ultimo tra i relatori, il dott. Umberto Stupenengo, professore di Storia, nel suo intervento ha analizzato la figura di Giovanni Battista Cassinis nel contesto storico che va soprattutto dal 1848 al 1866 anno della sua morte, rilevando la quasi completa dimenticanza della storiografia verso uno dei veri Padri della Patria.
Giovanni Battista Cassinis nacque a Masserano, il 25 febbraio 1806, in piena epoca napoleonica, figlio del notaio Orazio e di Orsolina Avogadro di Quaregna, sorella dellillustre fisico Amedeo, si laureò a soli diciannove anni in Giurisprudenza all'Università di Torino, dove cinque anni dopo fu chiamato a far parte del collegio dei dottori, (corrispondente all'incirca agli odierni ricercatori universitari).
Sin da subito intraprese a Torino, città dove la famiglia si era trasferita nel 1820, l'esercizio della pratica forense raggiungendo una vasta reputazione di avvocato.
Eletto deputato nel 1848 e poi dal 1857 al 1865, appoggiò il Cavour e fu da lui chiamato nel 1860 al ministero di grazia e giustizia
Dal 20 gennaio 1860, quando assunse lincarico di Guardasigilli, ebbe di fronte limmenso problema di uniformare le leggi civili e penali del nuovo stato che stava configurandosi.
La sua vasta esperienza e la preparazione giuridica furono preziose per semplificare le procedure e le formalità giudiziarie che si presentavano ad ogni nuova annessione.
Con energia e caparbietà tutte biellesi, Cassinis, in meno di un anno, diede ai nuovi territori uniti i progetti per uno stesso codice penale, un Codice di Commercio, un Codice di Procedura civile e la legge dell'Organizzazione giudiziaria, oltre che un Codice di procedura criminale, diede, insomma, gli strumenti per poter governare ed amministrare lo Stato.
Presidente della camera dal maggio 1863, ebbe parte rilevante nella preparazione della convenzione di settembre che, fra l'altro, contemplava il trasferimento della capitale da Torino a Firenze; si uccise, probabilmente perché si sentiva responsabile in qualche misura dei sanguinosi moti torinesi di protesta del 1864, poco dopo la sua nomina a senatore.
Del Risorgimento si conoscono gli artefici di spicco, Cavour, Garibaldi, Mazzini. Poco o nulla si sa dei comprimari, di quella piccola folla che attorniava i primi e che ne attuò i voleri, pagando il prezzo di interpretarne le direttive anche più impopolari. Di questa elite operosa, in cui seppe esprimersi al meglio una componente tipica del carattere umano duro e talvolta spigoloso, ma fermo nel sentimento del dovere che è proprio della natura subalpina, fa parte a buon diritto la personalità di Giovanni Battista Cassinis.
A distanza di tanti anni limpresa di Cassinis, ingiustamente dimenticata, fu davvero eccezionale per un uomo solo, in così poco tempo, com'era d'altronde necessario.
I problemi attuali di dotare lUnione Europea di una costituzione possono darci un'idea di ciò che il masseranese riuscì a fare per l'Italia, in poco tempo e senza le meravigliose risorse tecnologiche attuali.